Into The Storm i lati positivi e negativi dell’ottusa forza della natura

Into The Storm

Oh, gioia! Oh, gaudio! È arrivato settembre e le vacanze sono finite. Si ritorna a lavorare e ci si prospetta un autunno uggioso come non lo si vedeva dal bimestre luglio-agosto del 2014.

Essì, quest’estate è stata una vera schifezza, tra temporali, fulmini, saette, pioggia, brutto tempo, bombe d’acqua, tifoni, uragani, bombe a mano e trick e track.

Per non perdere l’abitudine al tempo di merda e prepararmi per un autunno-inverno peggio che schifoso, sono andato a vedere Into The Storm, un instant film sull’estate appena passata. E, ironia della sorte, mi è piaciuto.

Poi uscito dal cinema sono stato colpito da un timido raggio di sole e sono quasi morto.

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Sharknado, una tempesta di squali

Il film del momento non è uno dei blockbusteroni al cinema. Il film del momento è un filmetto da 200 dollari trasmesso in televisione negli Stati Uniti e diventato un fenomeno mediatico: Sharknado.

Il successo del film è dovuto ad un’idea idiota alla base e a qualche tonnellata di Tweet da parte dei VIP che l’hanno visto, tanto da finire anche nei nostri quotidiani e telegiornali, che le cazzate noi non ce le facciamo mancare mai.

Ovviamente l’argomento è stato trattato con la solita ignoranza e il solito qualunquismo da parte dei nostri medi ed è stato etichettato come il film più brutto del mondo.
Non ho idea se Sharknado sia effettivamente il film più brutto del mondo. Certo per essere una schifezza è una schifezza, però credo di aver visto cose peggiore fatte con intenzioni, budget, attori, registi infinitamente migliori.

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