The Witcher 2, perché le tette del primo non ci erano bastate

Gradisce una fetta di tetta? The Witcher 3 la saga (saga?) continua..

Gradisce una fetta di tetta? The Witcher 3 la saga (saga?) continua..

Dopo quanto successo credo di averne la conferma: io ho un problema di gusti. Ora voi starete sicuramente dicendo che ve l’ho dimostrato ampiamente più e più volte nel corso del tempo. Per quanti ancora non lo sappiano, scrivo pubblicamente che a me Prometheus è piaciuto, cosa per cui vengo irrisa. La verità però che è Prometheus rientra ancora nell’alveo di quelle opere che hanno spaccato la critica: alcuni hanno detto che fa molto schifo, altri meno, altri ancora ne salvano qualcosa e alcuni estremisti dicono addirittura che è passabile. Tra parentesi, a parte il doppiaggio non fedele e alcune accelerate tremende di sceneggiatura, l’ho trovato bellissimo. Continua a leggere

Sono fuori dal tunnel… degli FPS

Shaun of the dead

Il tunnel di cui parlo non è solo un tunnel fatto di dipendenza e ossessione, è anche un tunnel anatomico, quello carpale. Ci sono alcune cose che per un motivo o per un’altro creano dipendenza, basti pensare al tabacco, l’alcool, il caffè e persino la cioccolata. Non sono per le teorie complottistiche che vogliono questi oggetti riempiti di strane sostanze chimiche mutagene che generano assuefazione, molto più banalmente credo che la dipendenza abbia delle radici di base comuni, ma che sostanzialmente sia diversa da persona a persona. Io, ad esempio, non sono facile all’assuefazione, non fumo, non bevo, non mi abboffo di cibo, la cioccolata mi piace ma non esagero mai, sono sostanzialmente una persona noiosa ed equilibrata tranne che per una cosa, i videogiochi.

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Stealth o non stealth, questo è il problema..

Assassins creed  vs mirror edgeAvete presente quella critica, mascherata da modo di dire, ma che suona più come un insulto e che recita: “Tu ti pensi addosso”
Ecco. Io mi gioco addosso. Con questo voglio dire che, esattamente come accade per il cinema, la mia sessione di gioco non termina con la pressione del tasto ON/OFF. Quando smetto di videogiocare accade che il mio cervello continua a elaborare informazioni in background e così mi capita di svegliarmi nel bel mezzo della notte perché mentre scalavo il bastione di Castel Sant’Angelo, tra un salto acrobatico e un presa da lemure mi sono sfondata una rotula. Cose che capitano a tutti…
Con il passare degli anni ho notato che c’è una differente intensità di questi effetti, che varia da gioco a gioco. Immagino che siano diversi i fattori che influiscano: la storia, i personaggi, le ambientazioni, la longevità… ma ciò che accomuna quei particolari giochi da cui proprio non riesco a liberarmi sono le meccaniche di gioco stealth.

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La teoria del complotto. Ovvero: guarda come te li cucino quei co*****i di Microsoft

Recita un antico adagio

Recita un antico adagio

Quello della Console War è sempre un tema scottante. Ciò che infervora gli animi non è tanto l’argomento in sé ma le stupide guerre che vengono scatenate dai fanboy su argomenti inutili come: “quale sia la console migliore“, “chi abbia avuto l’idea più intelligente“, “quale sia il brand più innovativo“, “quale sia la console da noob“, (qui vince Nintendo a mani basse) etc. etc.
La razza dei fanboy è poi affiancata dagli immancabili nostalgici: “Non ci sono più le console di una volta“, “lo sputtanamento delle console  la console war e il mercato hanno costretto le software house a tarare la difficoltà dei giochi verso il basso“, “I videogiochi moderni so’ roba per novellini“, “Aridatece tastiera e mouse“. Insomma, i commenti intelligenti si sprecano.

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Le 5 armi videoludiche con cui… esplodo tutto!

Le 5 armi videoludiche

La dura verità…

Il problema di avere una passione intensa verso qualcosa è che quel qualcosa finisce col permeare, e badate bene ho detto “permeare” non “condizionare”, la tua vita quotidiana. Quando poi questa passione ti accompagna fin da quando sei piccola, fin da quando hai memoria, questa permeazione – concedetemi la licenza poetica – si fa piuttosto insistente!
Chi di voi, arditi videogiocatori della domenica, non ha mai pensato, anche solo una volta, cosa potrebbe accadere se si avesse la possibilità di utilizzare, in una situazione di vita quotidiana, un item preso direttamente da un videogame?

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Isterismi da MMMMMORPG (che le emme non bastano mai)

Prima di entrare nel merito di frecce nelle ginocchia e lingue draconiane, apro il discorso facendo una dovuta premessa. È la prima volta che scrivo qualcosa per Nerds’ Revenge e mi sento in dovere di affermare apertamente tutta la mia scostumatezza: entro a piedi sporchi in casa del povero MrChreddy, inzaccherando tutto e portando a un nuovo livello di rottura di scatole i miei già noiosi commenti, il cui contenuto spesso dissente con l’opinione del padrone di casa e, aggiungo, in genere dissente un po’ con l’opinione di chiunque.  Le premesse, però, possono nascere da due esigenze diverse: grande accortezza nei confronti delle persone a cui sono rivolte (leggasi “grazie Chreddy per avermi lasciato qualche riga di spazio sul blog per condividere, ahi voi, i miei pensieri”), oppure sono semplicemente un modo per mettere le mani avanti, e preparare i destinatari a essere puntualmente delusi da quanto stanno per leggere – un po’ come ha fatto Stephen King col finale della Torre Nera – .

Se qualcuno ha mai letto qualche mio commento sa sicuramente quale delle due esigenze mi ha mosso, altrimenti potete sempre andare avanti nella lettura, a vostro discapito ovviamente, e scoprirlo da soli.

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The Last Of Us è il gioco che tutti dovrebbero provare

Se qualcuno mi chiedesse qual è il motivo per cui mi piacciono i videogiochi, mi troverei in seria difficoltà a rispondere.

Uno dei motivi è sicuramente la sfida. Cioè risolvere enigmi o situazioni che altri hanno pensato e costruito.
Un altro motivo è perché sono storie con cui posso più o meno interagire per mandarle avanti, a differenza dei libri o dei film che invece subisco passivamente.
Un motivo, legato a quello appena esposto, è che i videogiochi danno la possibilità di fare cose che la vita quotidiana non ti permette di fare.
Infine, forse quello principale, è che i videogiochi, se fatti bene, sono in grado di farmi provare delle emozioni forti.

Settimana scorsa è uscito un gioco che racchiude tutto quello che esposto fino ad ora. Quel gioco è The Last Of Us.

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E3 2013: il tentato suicidio della Microsoft, il trionfo di Sony, le solite cose della Nintendo e qualche gioco interessante

In questi giorni a Los Angeles si sta svolgendo l’E3, la più grande fiera/manifestazione/vetrina del mondo dell’intrattenimento elettronico.

Tutte le grandi case, che c’entrano anche solo di striscio con questo fantasmagorico mondo, si mettono il vestito buono, si pettinano per bene, prendono le loro cose più sbirluccicose e comprano uno spazio all’E3 per mostrare in cosa avremmo assolutamente bisogno di buttare i soldi da qui al prossimo E3.

Per noi nerd la cosa più interessante sono le novità in ambito videoludico, tra cui le tanto attese conferenze del giorno prima dell’E3, che in genere passano da deludenti a bellissime, ma quest’anno, con le presentazioni delle nuove console Microsoft e Sony, si è sfiorato lo psicodramma.

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XBox One, perché One is megl che 360

Settimana scorsa si è palesata al mondo la nuovissima e fiammante XBox One (Icsbocsone, non Icsbocsuan) durante una conferenza mega iper pompata di Microsoft.

In tempo 0 il mondo di internet si è mobilitato per prenderla per il culo… roba che se la stessa passione si applicasse ai veri problemi, la fame nel mondo, la corruzione, le malattie e probabilmente la Morte ora sarebbero solo acqua passata. Invece di queste cose ci occuperemo quando cominceranno a produrre console e videogiochi.

Io, devo essere sincero, la conferenza non l’ho seguita, ma l’ho recuperata questo week end, vedendola in differita. Non c’ho capito fondamentalmente un cazzo, nel senso che non hanno detto fondamentalmente un cazzo, quindi sono andato a leggermi i vari migliaia di articoli apparsi nei siti specializzati, scritti da persone specializzate e con i pass per fare le interviste a chi di dovere.
Un po’ com’era successo per la presentazione della PS4, qualche mese fa me ne sono fatto un’idea che ora, purtroppo per voi, vi espongo.

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La LucasArts, le avventure grafiche e mille bei ricordi

Lucasarts

La settimana scorsa, come tutti ormai saprete, è arrivata come un fulmine al ciel sereno la notizia che la Disney ha definitivamente chiuso la LucasArts.

Tutto il nerdoverso ha pianto all’unisono, come se fosse deceduto il nostro migliore amico. In effetti è successa una cosa molto vicina a questo.

Fiumi di parole sono stati scritti sulla vicenda, e sulla LucasArts. Io non volevo scrivere niente, rimanere un pochino distaccato, ma non ce l’ho fatta. Quella notizia mi ha fatto passare davanti agli occhi anni e anni di bei ricordi, di emozioni, quando, chiuso in cameretta con il fidato Amiga 500, impazzivo a cercare di risolvere uno di quei maledetti e assurdi enigmi, vivendo avventure meravigliose.

Alcuni di questi ricordi vorrei condividerli con voi… la parte triste del post è appena finita, dopo il salto si sorride… con i lucciconi agli occhi.

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